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lunedì 6 luglio 2015

Passo dopo passo



L'evoluzione umana è un processo fisiologico inarrestabile, ma non semplice da accettare per chi ha sempre conosciuto un unica sfumatura del tuo essere.
Per tutta la vita ho vissuto in un contesto sociale mentalmente castrante e senza sfumature, la vita di paese è così, tutti giudicano tutto e se senti di non appartenere a tutto ciò hai solo due scelte: diventare invisibile o scappare a gambe levate il più lontano possibile senza mai voltarti indietro. Io ho fatto entrambe le cose, per anni mi sono nascosta, ho nascosto il mio essere e i miei desideri dietro un velo di comportamenti e scelte preconfezionati e accettati dai canoni sociali e alla fine non sapevo più quali erano i miei sogni, non che non ne avessi, ma semplicemente non li ricordavo più, mi ero nascosta così bene e tanto a lungo da non riuscire più a guardarmi dentro, come se quella società avesse portato via pezzi di me un po' per volta e tanto piccoli da non accorgermene; questa fase della mia evoluzione si può chiamare "presa di coscienza". 

Cosa puoi fare quando ti rendi conto di non stare bene in un luogo, quando sopravvivi annaspando anziché vivere?? Io ho fatto le valigie e salutato tutti, sono stata fortunata perché ho accanto un uomo che non ha avuto la minima esitazione a condividere la mia voglia di andare e così da quel giorno di otto mesi fa è iniziato un altro step della mia personale evoluzione, uno step che mi piace definire "rinascita". 
Ho iniziato a parlare una nuova lingua (a volte più di una), ho imparato a non avere abitudini e a godere di ciò che la vita ha da offrirmi giorno per giorno, ho ricominciato a sentire me stessa e inizialmente è stato come un uragano di emozioni che mi si è schiantato addosso, improvvisamente ero di nuovo una ragazzina e per la prima volta ero libera di capire cosa volevo davvero fare da grande. Ho trovato subito un lavoretto che mi permettesse di pagare le spese e che mi lasciasse anche abbastanza libera per fare ciò che mi piace, camminare in spiaggia o perdermi tra vicoli antichi, scrivere e raccontare le mie sensazioni le mie percezioni più per me stessa che per gli altri, fermare un istante per sempre in una fotografia, riabilitarmi a sentire le mie emozioni, imparare a non aver più paura dei miei desideri ma a lavorare con passione per trasformarli in realtà. 
Tutto questo può sembrare idilliaco, ma comporta come ogni cosa la sua buona dose di difficoltà; questo perché per quanto si possa scappare lontano si resta sempre legati a persone affetti che si preoccupano per noi e che non conoscendo la nostra attuale realtà non riescono a capirla e non riescono più a capire chi si trovano all'altro capo del telefono con tutte le preoccupazioni che ne conseguono... Questa fase la chiamerei "discernenza" ossia quella capacità che sto ancora apprendendo, di saper distinguere le mie ansie da quelle delle persone che amo in modo da analizzarle singolarmente e distinguere le ansie irrazionali, per poterle eliminare dai miei pensieri, da quelle fondate e dunque da affrontare. 

Tutto questo è accaduto nei soli primi otto mesi della mia vita all'estero e sta ancora accadendo, continuo il mio cammino di evoluzione passo dopo passo con un idea più precisa di dove sto andando e con la consapevolezza che ad ogni passo sarò una persona diversa, con più esperienze, errori, vittorie e spero saggezza, porterò sempre con me le mie origini e i miei valori e lascerò sempre uno spiraglio aperto agli eventuali cambi di rotta perché fanno parte delle sfumature di una vita che non può essere vissuta solo in bianco e nero. 

lunedì 26 gennaio 2015

Il mondo intorno a me

Ok partiamo dal presupposto che non mi sono mai sentita troppo a mio agio in una piccola città, la mia curiosità e la costante voglia di conoscenza non potevano tenermi ferma ancora a lungo.
Amo l'Italia, la sua arte , la storia che si respira in ogni vecchio vicolo tanto quanto nei più rinomati e affrescati palazzi antichi, ma mi mancava qualcosa oltre al lavoro e a una stabilità socio-economica  ormai latitanti nel nostro paese, difficile però spiegare cosa...
Al nostro arrivo in Olanda ci ho impiegato circa una settimana per realizzare che quel malessere, quel qualcosa che non riuscivo a spiegare, era in realtà una lacuna che solo una società multiculturale avanzata come quella dei Paesi Bassi poteva colmare.
La presenza di expat da tutto il mondo, le diverse religioni, i profumi che si respirano negli enormi mercati fornitissimi, da ogni genere di alimento e spezie a fiori, stoffe e abiti.. Un connubio di culture che si mescolano armonicamente dando vita a un paese coloratissimo, dove la serenità la leggi nel sorriso di un perfetto sconosciuto che esprime il suo WELCOME.
Ragazzi che energia, ho visto letteralmente il mondo girarmi intorno!
Mi sono persa tra gli innumerevoli scaffali dei supermercati, spesso cercando online frutti di cui ignoravo l'esistenza, sono rimasta incantata dalla magia del Natale che si rinnova ogni anno con l'arrivo di Sinterklaas, ho visto migliaia di persone in costume da bagno tuffarsi sorridenti nelle gelide acque del mar del Nord il giorno di capodanno, ho imparato che le biciclette hanno la precedenza su TUTTI  e ammirato i numerosi olandesi, per me  temerari, che hanno sfidato la neve senza abbandonare la propria compagna a due ruote.
Dopo tre mesi guardo la mia vita e con incredulità vedo un lavoro che mi rende felice con buone possibilità di crescita, nuovi amici, una nuova casa e tante nuove abitudini, come togliere le scarpe prima di entrare in casa di qualcuno, la prima volta pensavo di essere finita in Giappone ora è praticamente un gesto automatico. 
Nel prossimo futuro c'è ancora davvero tanto da scoprire, osservare e conoscere; lo farò rendendovi sempre partecipi, infondo questo non è che l'inizio, allora...
...Let's go!!!!




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