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venerdì 15 maggio 2015

Picnic al Japanse tuin

Da quando vivo in Olanda l'ho sempre visto fare, anche in pieno inverno, ma la mia scarsa tolleranza al freddo mi ha sempre impedito di imitare i temerari Ducci.
Ora che la primavera ha deciso di degnare anche noi col suo calore, io e il santo che mi sopporta ci siamo preparati un buon lunch box e via direzione Clingendael per un picnic sull'erba...
Perché proprio il Clingendael?
Semplicemente perché bisognava pur cominciare da uno visto lo sconsiderato numero di parchi e boschi presenti in questo paese, e poi perché al suo interno è custodito un meraviglioso giardino giapponese che viene aperto solo due mesi l'anno, in maggio appunto e in ottobre.

Il Japanse tuin fu realizzato alla fine dell'ottocento per desiderio della baronessa Lady Daisy, stimatrice della cultura orientale spesso in viaggio verso le amate mete nipponiche. 
E come darle torto? La serenità e l'armonia che si respirano in questo giardino permettono di sentirsi tutt'uno con la natura e in perfetto equilibrio con la terra e gli alberi dai sottili fusti che si intrecciano tra loro in una regale danza. 
Energia positiva allo stato puro, per chi come me si sente più spirituale che religiosa, è stata un'emozione unica fermarsi a meditare ai piedi di Buddha, attraversare i ruscelli sui caratteristici ponti rossi e annusare il profumo dei fiori dai colori vivaci.

Il bosco circostante è davvero immenso e abitato da tantissimi animali da fattoria, un connubio perfetto tra natura e civiltà in cui gli olandesi sono maestri. 

Come al solito le mie riflessioni mi portano a pormi domande esistenziali come:
Perché non è possibile avere tutto ciò in Italia? 
Io credo che il nostro bel paese non sia ancora pronto a tornare alla terra imparando a sfruttare la combinazione di natura e tecnologia in maniera sostenibile.
Qual'è la vostra opinione? Come sempre sarà un piacere ascoltare la vostra voce attraverso i commenti. Nel frattempo non mi resta altro da fare che raccomandarvi una visita al Clingendael qualora vi trovaste nei pressi di Den Haag perché ne vale davvero la pena e per maggiori info vi allego il sito ufficiale:

Una valanga di abbracci a tutti voi e alla prossima ;)  

mercoledì 29 aprile 2015

Quest'anima nomade...

Eh niente, mi è stato chiesto di raccontare la mia storia e non vi nascondo l'emozione che provo in questo momento. Non è mai facile parlare di se, almeno non lo è per me e per questo motivo ci ho impiegato una vita a scrivere quest'articolo.
La mia non è molto diversa dalla storia di tanti altri "Italian expat" di questo sciagurato periodo storico, ma forse una differenza c'è, io la voglia di lasciare l'Italia l'ho sempre avuta e sapevo che prima o poi questa mia anima nomade avrebbe assunto il controllo dei miei passi.
Dunque la mia storia inizia in una cittadina del sud Italia, Barletta, un paese prevalentemente agricolo della Puglia con il grande privilegio di una costa che si affaccia sul mar adriatico, privilegio sfruttato malissimo, ma terra ricca di storia e tradizioni folcloristiche radicate. 
La mia passione per i viaggi l'ho ereditata dai miei genitori, con loro fin da piccola non perdevamo occasione di andar su e giù per l'Italia, e più viaggiavamo più cresceva in me la voglia di spingermi oltre, di superare il confine, la mia curiosità cresceva e con se la lista dei luoghi dove sarei voluta andare.
A 25 anni mi sono laureata in infermieristica in un paese in cui tutti urlavano alla crisi ma nessuno muoveva un dito per affrontarla, con il mio ragazzo siamo partiti per una vacanza in Olanda, il mio primo viaggio all'estero, credo che sia stato qui, in questo preciso periodo della mia vita che qualcosa sia cambiato... Ad Amsterdam mi si è materializzata d'avanti agli occhi una realtà di cui avevo solo letto sui miei numerosissimi libri, città a misura d'uomo, mezzi di trasporto pubblico efficientissimi, piste ciclabili continuative che permettono di muoversi in bici da un paese all'altro senza rischiare la pelle (nel mio paese è un utopia anche solo attraversare la città in bici, il traffico e la confusione regnano sovrani) e la lista potrebbe durare ancora molto, ma  soprattutto ho visto veri studi infermieristici con ambulatori attrezzatissimi e questo mi ha davvero illuminata, così sono tornata in patria con un progetto, un sogno da realizzare, "il primo ambulatorio infermieristico della mia zona".
Con la mia collega, nonché amica, abbiamo unito le forze e fondato la nostra società, l'obbiettivo era una struttura fisica dove il paziente potesse rivolgersi per ogni esigenza, dall'educazione sanitaria ad ogni tipo di assistenza infermieristica, un progetto mirato al supporto della sanità pubblica carente in detto settore e con le assunzioni bloccate da anni; abbiamo realizzato questo sogno da sole, un bel sogno durato un anno, prima di capire realmente che la prima cosa che bisogna cambiare in Italia è la mentalità, dunque abbiamo chiuso la nostra attività, nello stesso periodo anche il mio ragazzo che mandava avanti l'azienda di famiglia ha chiuso i battenti. 
A questo punto il nostro unico desiderio era lasciare l'Italia, il nostro paese e i nostri affetti per cercare di realizzare altrove la nostra felicità. Inizialmente abbiamo preso in considerazione diversi paesi, ma il primo amore non si scorda e così la scelta giusta è stata l'Olanda, a Den Haag, siamo stati accolti e catturati dall'ammaliante bellezza di Scheveningen, passeggiato lungo la costa del mar del nord, in pochi passi burocratici anche i documenti erano in ordine e con tanta fortuna abbiamo trovato la nostra prima casa qui in Olanda, la prima di una lunga serie, perché in Olanda trovare una soluzione abitativa stabile (almeno all'inizio) non è semplicissimo, noi abbiamo fatto cinque traslochi in cinque mesi, e ora siamo a Kwintsheul un affascinante paesino poco fuori Den Haag.
Com'è vivere all'estero? beh sicuramente la partenza non è semplicissima, soprattutto se si parte senza la certezza di un lavoro, ma fuori dall'Italia conosci la vita vera, nessuno ti regala nulla come è giusto che sia e nessuno ti passa d'avanti grazie a qualche raccomandazione. Inizialmente i sacrifici sono tanti, bisogna avere la voglia di reinventarsi, per esempio io non svolgo la mia professione qui (per via della lingua) però lavoro in maniera serena e studio olandese perché è molto importante per la carriera conoscerlo bene, ma una volta ingranata la marcia tutto fila liscio, l'importante è rispettare la cultura del paese ospitante, non si vive bene in nessun luogo se si pretende di portare il pensiero Italiano in un altro paese.
Cosa mi ha insegnato questa esperienza? Bè il più grande insegnamento che questo paese e i suoi abitanti mi hanno trasmesso è sicuramente la calma, io sono di natura una persona nervosa e impaziente, qui ho imparato che la calma e il tempo possiedono un valore inestimabile, gli olandesi vivono meglio, cavalcando la filosofia del relax, quando si è sereni con gli altri e con l'ambiente tutto funziona alla perfezione.

Si spesso mi chiedono quando tornerò in Italia, ma non è la mia massima aspirazione ora, piuttosto mi mancano i miei cari, spero di poterli presto ospitare e mostrare loro i luoghi che vivo, ma i miei obiettivi ora sono altri, proseguire gli studi di specializzazione qui, imparare bene l'olandese, creare la mia carriera e ovviamente continuare a viaggiare, tutto ciò che verrà di diverso sarà come sempre un dono. 

lunedì 26 gennaio 2015

Il mondo intorno a me

Ok partiamo dal presupposto che non mi sono mai sentita troppo a mio agio in una piccola città, la mia curiosità e la costante voglia di conoscenza non potevano tenermi ferma ancora a lungo.
Amo l'Italia, la sua arte , la storia che si respira in ogni vecchio vicolo tanto quanto nei più rinomati e affrescati palazzi antichi, ma mi mancava qualcosa oltre al lavoro e a una stabilità socio-economica  ormai latitanti nel nostro paese, difficile però spiegare cosa...
Al nostro arrivo in Olanda ci ho impiegato circa una settimana per realizzare che quel malessere, quel qualcosa che non riuscivo a spiegare, era in realtà una lacuna che solo una società multiculturale avanzata come quella dei Paesi Bassi poteva colmare.
La presenza di expat da tutto il mondo, le diverse religioni, i profumi che si respirano negli enormi mercati fornitissimi, da ogni genere di alimento e spezie a fiori, stoffe e abiti.. Un connubio di culture che si mescolano armonicamente dando vita a un paese coloratissimo, dove la serenità la leggi nel sorriso di un perfetto sconosciuto che esprime il suo WELCOME.
Ragazzi che energia, ho visto letteralmente il mondo girarmi intorno!
Mi sono persa tra gli innumerevoli scaffali dei supermercati, spesso cercando online frutti di cui ignoravo l'esistenza, sono rimasta incantata dalla magia del Natale che si rinnova ogni anno con l'arrivo di Sinterklaas, ho visto migliaia di persone in costume da bagno tuffarsi sorridenti nelle gelide acque del mar del Nord il giorno di capodanno, ho imparato che le biciclette hanno la precedenza su TUTTI  e ammirato i numerosi olandesi, per me  temerari, che hanno sfidato la neve senza abbandonare la propria compagna a due ruote.
Dopo tre mesi guardo la mia vita e con incredulità vedo un lavoro che mi rende felice con buone possibilità di crescita, nuovi amici, una nuova casa e tante nuove abitudini, come togliere le scarpe prima di entrare in casa di qualcuno, la prima volta pensavo di essere finita in Giappone ora è praticamente un gesto automatico. 
Nel prossimo futuro c'è ancora davvero tanto da scoprire, osservare e conoscere; lo farò rendendovi sempre partecipi, infondo questo non è che l'inizio, allora...
...Let's go!!!!




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